Il penalista non giudica mai, il giudizio non gli appartiene, per natura o per cultura.

Lo possiamo affermare perché lo Studio si occupa di diritto penale da oltre vent’anni e ha maturato competenza ed esperienza nei diversi ambiti della materia, sia difendendo imputati, sia assistendo persone offese da reato, sia offrendo consulenze.
Invece, il penalista cerca, cerca continuamente: mentre ascolta il Cliente, legge le carte processuali, compie indagini difensive, si confronta coi colleghi e con i consulenti; cerca la strada che contemperi al meglio le esigenze della persona che si rivolge a lui; e cerca quella parte di ragione che, elaborata grazie al suo bagaglio tecnico, culturale e umano, può arrivare a convincere.

Perché c’è sempre una parte di ragione da trovare. Così come esiste un’altra ragione, quella dell’avversario, da vincere. E si vince non quando si denigra o si violano le regole o si manca di rispetto, ma quando si è più bravi degli altri a convincere chi giudica che la nostra parte di ragione è LA Ragione (o, almeno, le assomiglia molto più di quelle degli avversari).
Quando controinterroga i testimoni della controparte o mentre si alza per la discussione finale, per il penalista non esistono le altre parti di ragione. Quando gli viene richiesta una consulenza, il penalista, forte della sua esperienza giudiziale, afferra il binocolo e guarda: scruta i possibili futuri scenari negativi e fa di tutto per scongiurarli.
Con il Cliente, invece, il penalista si toglie la toga: tutto deve essere chiaro, ogni decisione condivisa, qualsiasi opzione, con i rischi e le opportunità che offre, ponderata.